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 Post subject: Le mie idee sull'uso pratico delle ocarine italiane
PostPosted: 22 Sep 2012, 18:37 

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(*) L’ocarina tradizionale (monocamera) di Budrio
L’ocarina doppia
L’ocarina tripla
L’ocarina quadrupla
L’ocarina bitonale (a terze gemelle, ocarina cornetta, ocarina zampogna, ocarina sopila)
L’ocarina su scale musicali etniche o particolari ( esatonale, semitonale, napoletana, diminuita, rumena, araba)
La mia esperienza personale sull’ocarina (musico pratico) , mi permette di illustrare il mio saggio con esempi musicali che voglio circoscrivere sulla mia esperienza personale, anche se l’Italia è ricca di potenzialità e talenti esecutivi di indiscutibile e riconosciuto valore.


Innanzi tutto bisogna distinguere la musica solistica da quella cameristica o da quella corale, ogni tipo di ocarina ha una sua nicchia espressiva ideale, anche se potrebbe assumere ruoli che non le sono propri
Le ocarine monocamera tradizionali sono e rimangono le ocarine base da cui sviluppare nuovi strumenti che vadano a coprire esigenze diverse da quelle per cui sono state create in origine.


Queste ocarine hanno potenzialità espressive e tecniche che possono essere impiegate in vari tipologie di repertorio musicale:
1) repertorio solistico che va dalla semplice e modesta musica popolare, alla esecuzione di fantasie e brani, per una o due ocarine e accompagnamento di Piano o chitarra, che sono ben rappresentati da variazioni o parafrasi su arie di carattere ottocentesco

o da sonate impostate su andamenti che richiamano i balli in voga nei salotti fine ottocento () () adattandosi sia ad una utenza amatoriale che a quella avanzata e mediamente virtuosistica. Il virtuosismo richiesto è realizzato spesso da effetti abbastanza semplicistici e furbeschi, essendo impossibile attingere a risorse tecniche realmente ardue, quali quelle a cui attingono strumenti come il Violino o il pianoforte.


2) Il repertorio ideale, che ha reso famosa l’ocarina è senza dubbio quello d'insieme, con gli strumenti tagliati in famiglie di cinque o sette ocarine in cui i bassi vengano in qualche modo raddoppiati in unisono o in ottava per rafforzarne il suono. Esemplari sono gli arrangiamenti e le composizioni originali per questi ensembles, prodotti nel passato e pure recentemente, dai musicisti legati alla città di Budrio (Bologna)e non solo, che con le loro esecuzioni hanno da sempre meravigliato il mondo per la vivacità e la bravura che da sempre hanno dimostrato e dimostrano tutt’ora.



www.giorgiopacchioni.com/ocarinanuova


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 Post subject: Re: Le mie idee sull'uso pratico delle ocarine italiane
PostPosted: 23 Sep 2012, 17:38 

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Grandissimo Giorgio, assolutamente un artista incredibile
GRAZIE PER L'IMMAGINE CHE DAI AL MONDO DELLA NOSTRA TRADIZIONE...!!!

Emiliano


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 Post subject: Re: Le mie idee sull'uso pratico delle ocarine italiane
PostPosted: 23 Sep 2012, 19:59 

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L’ocarina tradizionale (monocamera) di Budrio
(*) L’ocarina doppia-P
L’ocarina tripla-P
L’ocarina quadrupla-P
L’ocarina bitonale (a terze gemelle, ocarina cornetta, ocarina zampogna, ocarina sopila)
L’ocarina su scale musicali etniche o particolari ( esatonale, semitonale, napoletana, diminuita, rumena, araba)


Parlando di ocarine multicamera, mi soffermerò solamente sulla versione-P, ovvero di quella in cui la seconda camera è in ottava con la prima, tralasciando la versione-V che pur avendo origini in area italiana (Vicinelli), con apparente stranezza, non ha mai avuto uno sviluppo seppur minimo in epoca pre orientale, per poi diventare lo strumento per eccellenza in questi ultimi anni, originato dall'interesse attivo mostrato dai cultori orientali dell'ocarina.
Parliamo dunque dell'ocarina doppia-P che ho elaborato in questi ultimi due anni dopo aver sperimentato e ottimizzato esemplari di multipla-V.
Si tratta dunque di una ocarina che chiamerei tradizionale-estesa, in quanto ha le stesse caratteristiche di una ocarina tradizionale italiana, ma dal decimo tono in su, può proseguire sino al quattordicesimo (nella versione star) passando al secondo corpo, che ha in comune col primo le note DO-re-mi.
In pratica, chi suona una ocarina tradizionale troverebbe dieci delle undici note consuete e solo dalla undicesima deve cambiare corpo potendo usufruire di una estensione di 13 note di cui le ultime tre (fa-sol-la) ed i semitoni che le compongono perfettamente utilizzabili, senza difficoltà tecniche digitali ne, soprattutto, sonorità rudi o sforzate.


Altra grossa novità di questo strumento, che sembra avere pochi vantaggi rispetto al tradizionale, ma alla fine risulta essere abbastanza rivoluzionario nel suo insieme, è che oltre la omogeneità timbrica in tutta la gamma esso è capace di una serie limitata, ma estremamente rivoluzionaria di bicordi sia consonanti che dissonanti, che rappresenta una novità assoluta nel mondo degli strumenti a fiato moderni, trovando analogie solo in mitici strumenti arcaici come l'Aulos o strumenti di carattere etnico come i flauti doppi del sud Italia e le Launeddas della cultura relativa alla regione italiana della Sardegna.


Trovo che questo strumento sia assolutamente idoneo a soppiantare completamente la ocarina tradizionale di Budrio, specialmente a livello solistico o cameristico, mantenendone le caratteristiche tecniche, ma potenziandone la estensione e le possibilità esecutive caricandole di prerogative bicordali impensabili in precedenza.
Farò alcuni esempi musicali e mi aspetto qualche commento o critica, non credo sia possibile lasciare questo evento in assoluta indifferenza, in quanto esso muta il corso dell'ocarina, che ci piaccia o no.

Esempi musicali

Il primo esempio riguarda la riproduzione di musiche tradizionali emiliane (della regione Emilia-Romagna) ed è un ballo popolare di nome Menaçò che ho elaborato per Ocarina, Clarinetto e accompagnamento di strumenti vari.
Da notare come l'ocarina si erge con assoluta naturalezza sul registro acuto, cosa assolutamente impossibile in una ocarina tradizionale, sia occidentale che orientale.



Il secondo esempio è il famosissimo Valzer n.15 di Brahms

in cui si può considerare la omogeneità e nobiltà timbrica di questo strumento nel repertorio classico più celebre e importante che l'ocarina doppia-p può affrontare.


Il terzo esempio impiega una doppia-P in G4 e può dare notizia della sua versaitlità tecnica ed espressiva con questo elegante brano di Jean Gabriel-Marie

.

Ma per farla breve passiamo alla sua peculiarità più innovativa, cioè alla sua potenzialità bocordale e polifonica che possiamo osservare in questo brano di mia composizione,

.

Per ultimo vorrei sottoporvi questo brano che io amo molto e che trovo ideale per la Ocarina doppia-P, si tratta del Valse sentimentale op.51 n.6 di Pyotr Ilyich Tchaikovsky


Grazie per l'attenzione, nel prossimo posto parlerò della ocarina tripla-P e delle sue caratteristiche.



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 Post subject: Re: Le mie idee sull'uso pratico delle ocarine italiane
PostPosted: 24 Sep 2012, 08:55 

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Excellent articles, Giorgio. I am looking forward to the discussion about Tripla-P* - which is, in my opinion, the most versatile soloist ocarina ever constructed.


Regarding Doppia-P*, it is a wonderful instrument, mostly because of its delicate, gentle sound in the upper register. High notes on the Doppia-P* are easy and comfortable, both to the musician who plays the ocarina and to the audience who listen to it played.


If Sol6 could be constructed as Doppia-P, I could imagine a quintetto of multi-chambered ocarinas, consisting of a Doppia-P* G2, Tripla-P* C3, Tripla-P G4, Tripla-P C5 and Doppia-P G6. I think such an ensemble would be very suitable for more complex classical music (for example, fugues of J.S.Bach, which I would love to hear played on the ocarinas).


However, I think it is impossible to completely supplant the traditional settimino of Budrio. And I wouldn't want to see that happen. The tradition of playing seven ocarinas in the ensemble has remained unchanged since 1873 and I'm fairly certain it is the best possible ensemble for performance of traditional ocarina music, such as arrangements from operas by Verdi and Rossini (here is a beautiful example). I view the imperfection and crudeness of traditional single-chambered ocarinas from Budrio as a positive thing in this context. I doubt it is possible to produce such powerful and forceful sound using a multi-chambered ocarina (al least without sacrificing balance and homogeneity of sound).



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 Post subject: Re: Le mie idee sull'uso pratico delle ocarine italiane
PostPosted: 24 Sep 2012, 13:10 

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Si Kresimir, appena possibile arriveremo a parlare della tripla che, come accenni tu, è la multicamera principe tra le altre, ma questa considerazione non toglie che sia la doppia che la quadrupla non abbiano una loro specificità che le rende, in alcuni casi preferibili alla regina delle multicamere tripla-P* B3.
Ora veniamo alla mia provocatoria ed esplicita affermazione che la doppia-P* potrebbe essere la naturale evoluzione della ocarina monocamera.
Come sai, la evoluzione di tutti gli strumenti musicali ha impiegato alcuni secoli per arrivare ad una forma ottimale per la musica in cui venivano richiesti, questo anche per gli strumenti apparentemente più semplici come il Flauto dolce o il traverso barocco, per non parlare del clarinetto.
Ebbene, nulla di strano avere una visione di una evoluzione dell'ocarina, sia nella struttura sonora che in quella meccanica, ebbene, quello che io sogno è questo, ovvero che l'ocarina vada migliorando le sue prestazioni in tutti gli aspetti.
L'eccellente esempio che hai esposto non deve certo giustificare un immobilismo culturale tipico della cultura campanilistica budriese, che potrebbe, alla fine, uccidere la creatura che ha creato.
Riguardo le caratteristiche di potenza sonora che tu vai magnificando, ti rispondo che tutto sommato, questo non è certo il lato migliore della esecuzione, teniamo conto che l'ocarina è nata in una situazione culturale e tecnologica che ora è fortemente mutata, il suo assetto primitivo è quello di una curiosa banda di strumenti a fiato ed eseguiva infatti lo stesso identico repertorio di marcette, parafrasi operistiche, ballabili e variazioni solistiche. Tutto ciò è stato ed è tuttora ottimo, ma ora la situazione concertistica è mutata, non più balli nelle feste popolari o concertini nei dopolavori ferroviari, ora l'ocarina deve competere ( e può farlo se esce dal suo ghetto) con gli altri soggetti concertistici che operano in sale da concerto, sale di registrazione, teatri dcc. ecc. e non solo come occasione eccezionale, ma come standard esecutivo.
Quindi la potenza muscolare dovuta ad un voicing abnorme che da un suono potente rubandone la bellezza del timbro e la sua, pur sempre povera flessibilità dinamica, non è più un elemento così importante da citarlo come esempio da ricercare.
Ciò ovviamente nulla toglie alle glorie presenti e passate della cultura budriese, ma pensiamo assieme se non ci sono margini di evoluzione possibili, questo sarà un servizio importante e dovuto che facciamo alla ocarina.
Quanto alla presunta perdita di potenza delle multiple, in riferimento a quanto sopra, direi che questo è in quantità assolutamente irrilevante e comunque dovuto alla necessità di creare un equilibrio timbrico tra i vari corpi, che ovviamente debbono essere il meno capienti possibile (per questo la versione P è migliore della versione V)
Ma andiamo avanti con le nostre discussioni che debbono essere assolutamente costruttive.


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 Post subject: Re: Le mie idee sull'uso pratico delle ocarine italiane
PostPosted: 24 Sep 2012, 18:13 

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L’ocarina tradizionale (monocamera) di Budrio

L’ocarina doppia-P

-L’ocarina tripla-P

L’ocarina quadrupla-P

L’ocarina bitonale (a terze gemelle, ocarina cornetta, ocarina zampogna, ocarina sopila)

L’ocarina su scale musicali etniche o particolari ( esatonale, semitonale, napoletana, diminuita, rumena, araba)

Siamo arrivati alla multipla ammiraglia della mia flotta di ocarine multicamera-P*.
Quali sono le sue caratteristiche interessanti di questo strumento musicale ?
1) La sua estensione che nella versione star abbraccia due ottave ed una nota.
2) la facilità d'uso rispetto la quadrupla e la similitudine nel maneggio con la doppia.
3) I subholes dei tre corpi sono tutti facilmente raggiungibili
4) mantiene i bicordi della doppia, tra i primi due corpi, fuorché uno (fa/la), in più rende possibili bicordi tra i due corpi acuti compresi anche alcuni tricordi.
5) rispetto da doppia e la quadrupla gode del motto latino "In media stat virtus" e questo lo rende lo strumento multicamera italiano più agevole di tutti.
-

Vediamo e sentiamo qualche esempio esecutivo che serve ad illustrarne le caratteristiche foniche e tecniche.
Il primo esempio è questo studio per tripla-S (ricordo che in orgine la chiamavo -s per poi averla mutata in P[acchioni]
In questo esercizio didattico ho indicato i passaggi di corpo ideali (per me) che ne rendono facile la esecuzione, i numeri si riferiscono ai tre corpi in successione logica dal grave all'acuto.

-

Ora passiamo ad una composizione in canone per due triple e basso continuo sul basso ostinato "italian ground" questo brano illustra le capacità cameristiche della tripla, che vanno da una discreta disponibilità virtuosistica ad una espressività raffinata ed eloquente.

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Ora metterò l'accento sulle capacità espressive dello strumento in ambito meno formale e più prettamente swing, con questo brano che, soprattutto nella seconda parte, da prova di credibile adattamento a questo stile con l'aggiunta pure di qualche bicordo dissonante qua e là.

-

Per ultimo, un esempio di creatività e virtuosismo nativi nell'ocarina tripla, questo brano semplice di Bellini (La Farfalletta) da la stura ad una serie di variazioni che richiamano l'ambito creativo d'altri tempi in cui i musicisti avevano una formazione ben più vasta di quella che si riscontra oggigiorno.

Naturalmente ho scelto solo quattro brani tra le decine disponibili, vogliate scusare la mia invadenza, ma penso che questo lavoro da me fatto attorno all'ocarina solistica debba essere diffuso, soprattutto a vantaggio della credibilità dell'ocarina stessa.
Giorgio


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 Post subject: Re: Le mie idee sull'uso pratico delle ocarine italiane
PostPosted: 25 Sep 2012, 18:24 

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L’ocarina tradizionale (monocamera) di Budrio

L’ocarina doppia-P

L’ocarina tripla-P

- L’ocarina quadrupla-P

L’ocarina bitonale (a terze gemelle, ocarina cornetta, ocarina zampogna, ocarina sopila)

L’ocarina su scale musicali etniche o particolari ( esatonale, semitonale, napoletana, diminuita, rumena, araba)

La quadrupla-P è a tuttora l'esemplare di multicamera piu sviluppato e più avanzato che mi sia possibile pensare e realizzare. Certamente sono sempre in fase di studio e di sperimentazione, per migliorarne la esecutività e facilitarne l'uso in passi per grado congiunto, cromatismi e salti di ogni tipo.

La quadrupla può raggiungere un intervallo di due ottave e una quarta, mantenendo al tempo stesso la giocabilità relativa della tripla, in virtù di un ridisegno dell'asse dei fori a cui la mano destra è impegnata a gestire.
La diteggiatura ocarina quadrupla riesce ad essere costante per l'intero strumento: infatti le note gestite dalla mano destra nelle camere 2, 3 e 4 hanno la stessa sequenza di tono-tono-semitono-tono, di conseguenza, la quarta camera ha una gamma di una quinta giusta (Bb-F) senza contare il semitono più basso prodotto dalla sub-foro.

Rispetto la tripla-P, sicuramente la quadrupla si presenta come uno strumento di ragguardevole estensione e dalle possibilità esecutive molto professionali su cui è possibile impostare un repertorio solistico e cameristico degno di questo nome e a livello di altri strumenti a fiato, la omogeneità del timbro e volume dei quattro corpi è garantita da una attenta calibrazione di ogni voicing e dei canali dell'aria, l'assetto dei fori per la mano destra è collocato in maniera raggiungibile in modo naturale, tuttavia la quadrupla è uno strumento impegnativo e definitivo per l'ocarinista e richiede un impegno molto marcato per superare le difficoltà ovvie di sincronismo tra dita e spostamento della bocca da un canale all'altro, un impegno ampiamente ripagato dai risultati ottenibili. Non ultimo come importanza è sapere che la quadrupla-P si presenta in modo compatto e riesce a mantenere un volume di peso ed area molto contenuti.

Ora, l'ocarina può affrontare un repertorio seriamente strumentale con ampi salti e passi complessi, grazie alle numerose posizioni alternative possibili e personalizzabili dall'esecutore.
Gli esempi che voglio mostrare sono questi:
1) Studi di Lèfevre (in origine per clarinetto) in cui si possono notare le nuove disponibilità tecniche dell'ocarina, specialmente in relazione alla esecuzione di ampi salti.

2) Con essa è possibili eseguire quasi ogni tipo di musica strumentale e vocale senza necessità di trasporti o tagli, come si vede da questi semplici brani di M.Giuliani.

3) La sua omogeneità timbrica è ben evidenziata da questo movie in cui la quadrupla mette in mostra la sua eleganza, incisività del suono e leggerezza esecutiva.

Per ultimo vorrei mettere a disposizione dei cultori della quadrupla-P un fascicolo contenente una scelta di alcuni esercizi e studi, con alcune indicazioni utili al loro uso, tratto da una ben più vasta ed esaustiva collettanea di studi didattici in studio di stampa da parte della Focalink-Stein.


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 Post subject: Re: Le mie idee sull'uso pratico delle ocarine italiane
PostPosted: 25 Sep 2012, 22:00 

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Paolo, I think you are mistaken.


While most of us already know most of what is written here, Giorgio's descriptions are valuable documentation of his work. As this Forum continues to grow, there will indubitably be new members, who have not yet heard of "Pacchioni ocarinas" and it is important for them to hear about the capabilities of these marvellous instruments, especially Maestro's invention - the P-fingering.


I do not think this is a useless and tiresome work, quite the opposite. We have, in one place, a brief systematic description of these instruments from their creator himself. I think it is a very valuable source and whenever we write about multi-chamber ocarinas with P-fingering we can quote Giorgio's own words from this Forum. I am very grateful to have this topic here.


As far as the future of Italian ocarina, I sympathize with you and have fears, too. But these concerns belong in a different part of this Forum.



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 Post subject: Re: Le mie idee sull'uso pratico delle ocarine italiane
PostPosted: 25 Sep 2012, 23:13 

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Paolo wrote:
Maestro Pacchioni.

Ci conosciamo ormai da qualche anno.
Ho seguito sempre i tuoi progetti con entusiasmo e speranza.
Questi tuoi ultimi interventi mi fanno provare un sentimento di tristezza; tu scrivi e spieghi con affetto le tue Creature.


Ti ringrazio Paolo, ma non è il caso di provare tristezza, le cose si muovono sempre molto lentamente, se osservi la storia degli strumenti musicali vedi quanti decenne ed a vote secoli, sono passati prima che gli strumenti musicali venissero sviluppati tecnologicamente e quante difficoltà incontrarono i musicisti per vedere introdotte le innovazioni o le mutazioni del Clarinetto, del Flauto ed altri strumenti musicali.
Io sono felice di dedicarmi a questo ed ho messo in bilancio le difficoltà che avrò per farmi sentire da qualcuno, questo forum mi aiuta a divulgare prima di tutto idee, per cui andrò avanti così e forse un giorno qualcuno potrà partire da dove io lascerò.
Quote:
Non perdere la Dignità professionale, la valenza artistica e l'Arte tue professando a chi non ha voglia o competenze per rispondere.

Onestamente non ho l'impressione di perdere qualcosa, ma ti ringrazio per la premura e amicizia che dimostri nei miei confronti.
Quote:
Io ho già detto in questo Forum, solo una minoranza partecipa... gli altri sono dietro la persiana!

Questo avviene quando si alza il tiro e si parla di cose meno banali.... non tutti possono partecipare, ma tutti se ne possono agevolare.
Quote:
"Italian Ocarina, forgotten Ocarina".

Nella vita a volte si ritrova quello che è stato perduto (e pure con gli interessi ).


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 Post subject: Re: Le mie idee sull'uso pratico delle ocarine italiane
PostPosted: 26 Sep 2012, 10:56 

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Paolo wrote:
Mah!

Per chiarire il mio pensiero.
Confronto tra sassofono e ocarina, due coetanei di 160 anni indietro, circa.

Io penso che il paragone col sax sia improprio, infatti questo strumento nasce sulla trasformazione del clarinetto, il quale ha una lunga storia che viene dal rinascimento o prima ancora (Chalumeau), a dire il vero, anche l'ocarina ha un antenato più o meno coetaneo allo Chalumeau, si tratta del corno di camoscio o Gemshorn, ma questo non ha avuto l'onore di uno sviluppo successivo (tra l'altro ti faccio i complimenti per i bellissimi Gemshorn che costruisci).

Quote:
Possibile che a oggi non si possa costruire un luogo virtuale di discussione e scambio un po più efficiente?
Basta partecipare ;-)

Qualcuno ci sta provando(noi tutti), ma manca qualcosa che possiamo tentare di identificare in questa sede e comunque è tutto da costruire.

Qui sotto fai una serie di domande che trovo assai interessanti:

Quote:
Sinceramente o l'impressione che si debba lottare contro qualche cosa che frena.

Sicuramente qualcosa impedisce all'ingranaggio di diffondersi, soprattutto in area italiana.
Tanto è vero che più ti allontani dall'Italia e più l'ocarina si diffonde.
E addirittura diventa pseudo-tradizione (oriente)
Quote:
Sarò mica solo un fatto commerciale?

Questo fattore devia abbastanza il naturale corso evolutivo dello strumento ocarina.
Se da un lato ne incrementa la diffusione, dall'altro ne congela lo sviluppo.
Questo è avvenuto inizialmente a Budrio cominciando da Chiesa e Mignani, poi successivamente Menaglio, i quali operarono ed operano massicciamente a livello capillare di diffusione semi industriale.
Tanto è vero che i costruttori precedenti, da Donati a Vicinelli, Canella o Mezzetti, dato gli scarsi mezzi commerciali dell'epoca erano ricchissimi di inventiva e producevano una selva di ocarine diverse tra loro.
Quote:
C'è pigrizia o scarso interesse?
Ci sono critiche?

La Ocarina non ha certo le potenzialità espressive del sassofono, ne la selva di chiavi che permettano di suonare in tutte le tonalità, questi sono i suoi limiti, ma ha pregi di simpatia e portabilità che sono un potente veicolo di attrazione e di interesse in una vasta fetta della popolazione umana.
Quote:
Opinioni impronunciabili?

Senza dubbio ci sono miti e leggende metropolitane che sono alimentate in area budriese, le quali ostacolano e soffocano qualsiasi manifestazione fuori dalle mura della città. Questa è la mia opinione e la mia vita di paria talentoso ne testimonia la affermazione.

Quote:
Si deve migliorare qualche cosa?
Ne possiamo anche parlare vero?

Se il forum sarà abbastanza obiettivo si, ne possiamo parlare e possiamo liberarci delle tare culturali che ci opprimono.

Quote:
Vedo nella lista dei membri ocarinisti, celebri costruttori, collezionisti, amatori, hobbysti, costruttori di souvenir artistici ...

Ben vengano tutti, ognuno darà il suo contributo secondo il suo talento e la sua esperienza.

Quote:
Discussione per favore.
Altrimenti a che serve un Forum sull'ocarina?

Questo è il punto, se il meccanismo del confronto non parte, da parte mia è un brutto segnale.
Una campana da morto!


www.giorgiopacchioni.com/ocarinanuova


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 Post subject: Re: Le mie idee sull'uso pratico delle ocarine italiane
PostPosted: 26 Sep 2012, 21:53 

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02 Aug 2012, 14:57

 

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1-L’ocarina tradizionale (monocamera) di Budrio
2-
L’ocarina doppia-P

3-L’ocarina tripla-P

4-L’ocarina quadrupla-P
5-
- L’ocarina bitonale (ocarina cornetta, ocarina a terze gemelle, ocarina zampogna)
6-
L’ocarina su scale musicali etniche o particolari ( esatonale, semitonale, napoletana, diminuita, rumena, araba)

Le ocarine bitonali sono un mio vecchio progetto nato ancora negli anni 80, anni in cui venni a conoscenza della notizia riportata in un breve saggio sull'ocarina di Budrio di Aldo Adversi, nel tempo sono andato sviluppandolo indipendentemente dallo scarso interesse mostrato dai suonatori di ocarina da me conosciuti.
Abbiamo dunque queste categorie:
Zampogna

• Il progetto, per quanto mi riguarda, non ha prototipi preesistenti nel passato.
• Esso è risalente alla accordatura della zampogna molisana (Italia centrale) in cui le due canne di canto sono accordate in settima e vanno a coprire una estensione complessiva di una ottava ed una quinta (dodicesima)
• La sua destinazione è simile all'uso che si fa della stessa zampogna, ovvero suonata sola o in sostegno del "piffero" ovvero una ocarina piccola di canto. E' ideale per produrre controcanti che si intersecano alle melodie prodotte dallo strumento acuto che vanno ad accompagnare.
• L'uso di alterazioni che si allontanano dal tono di base (di solito Sol) sono possibili, ma piuttosto inusuali.
• L'uso musicale può essere integrato da quello didattico /per apprendere a suonare la zampogna) ed è comunque ristretto alla musica tradizionale del centro-sud Italia.

Il movie seguente è formato di due composizioni originali per ocarine bitonali, la prima composizione "Tarantella italiana" è appunto suonata con una ocarina doppia Zampogna.

Terze gemelle
maggiore

Luigi Avalli (Cremona 1840+1917) nel 1882 fu premiato nel concorso industriale di Arezzo per la sua "ocarina a doppia voce in terze gemelle"
• Nessun modello è arrivato nelle mie mani, tuttavia ne ho elaborato un esemplare che, secondo la mia esperienza, dovrebbe essere molto simile a quello da lui creato.
• Si tratta di due ocarine verticali (come il flauto dolce, ma ovviamente tappate alla estremità) accordate in terze parallele.
Abbiamo quindi i bicordi Do-Mi, Re-Fa, Mi-Sol, Fa-La, Sol-Si, La-Do che vengono facilmente riprodotti insuflando nella bocca comune dello strumento e aprendo parallelamente i fori delle due mani da sotto in sopra in maniera simmetrica tra le dita delle due mani.
• Ovviamente si possono produrre alcune (quasi tutte) alterazioni per riprodurre le armonie più prossime al tono di partenza (Do) è quindi uno strumento a netta vocazione di accompagnamento.
• Se suonato in modo asimmetrico tra le due mani, è in grado di produrre consonanze diverse dalle terze come quinte e seste inoltre è in grado di eseguire molte dissonanze, ritardi armonici e le loro risoluzioni consonanti.
• Chiudendo la finestra di uno dei due corpi, l'altro suona monodicamente e sono possibili anche passaggi alterni tra un corpo e l'altro.
minore

• Si può fabbricare accordando i due corpi anche nel tono minore, rendendo più agevoli le esecuzioni di toni impiantati nel modo minore. Propongo la visione di questo movie creato con questa ocarina polifonica.
Il movie è formato di due composizioni originali per ocarine bitonali, la seconda composizione "Toccata" che inizia al min. 1:34 è appunto suonata con una ocarina doppia a terze gemelle.


Cornetta

• Nel filone delle ocarine polifoniche a doppia voce, considero questo modello come uno dei più interessanti, per la sua valenza musicale e didattica. Tuttavia , nel passato non vi è traccia alcuna di questa ocarina che ha una caratteristica fonica singolare, si tratta della asimmetricità dei rapporti polifonici tra i corpi.
• L'idea mi è scaturita grazie alla mia familiarità con la musica barocca, in cui gli strumenti ad ottone come Corni e Trombe venivano impiegati solo nell'ambito dei loro armonici naturali vicini e lontani al suono fondamentale del tubo utilizzato per costruire lo strumento. Sono così arrivato alla definizione di una ocarina in grado di riprodurre una serie armonica di sei
bicordi che rappresentano il registro medio degli strumenti sopra nominati nel loro uso orchestrale non solistico.
• Quindi la prerogativa di questa ocarina è di suonare solo (o prevalentemente) sugli armonici naturali che vanno dal quinto armonico partendo dalla fondamentale Do, ovvero dal Mi, (quello che Fantini (1638) chiamava "toccata" ed in sequenza Sol, Do, Re, Mi, Fa per il corpo minore e Do, Re, Mi, Fa, Sol, La per il corpo minore
• Sono naturalmente possibili alcune alterazioni, come lo era anche negli strumenti antichi nominati, ma con un uso molto parsimonioso e cauto. In particolare quella del decimo armonico Fa mutato in Fa#
• L'uso che se ne può fare è nella esecuzione di simpatiche fanfare militari di sapore antico, oppure di accompagnamento armonico in musiche semplici Toccate varie
• Altro uso interessante è quello in ambito didattico, al fine di rendere palese il gioco armonico creato anticamente dagli strumenti naturali in ambito orchestrale (Handel, Vivaldi, Bach, Haydn, Mozart ecc.)
L'esempio musicale si riferisce appunto alla Ocarina Cornetta e inizia con un estratto dal capriccio di Paganini "la caccia" e prosegue con quattro toccate di mia composizione.


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 Post subject: Re: Le mie idee sull'uso pratico delle ocarine italiane
PostPosted: 27 Sep 2012, 18:31 

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1-L’ocarina tradizionale (monocamera) di Budrio
2-
L’ocarina doppia-P

3-L’ocarina tripla-P

4-L’ocarina quadrupla-P
5-
L’ocarina bitonale (ocarina cornetta, ocarina a terze gemelle, ocarina zampogna)
6-
L’ocarina su scale musicali etniche o particolari ( esatonale, semitonale, napoletana, diminuita, rumena, araba)


Gli esempi musicali del periodo barocco in cui veniva impiegato il Violino “discordato”, o meglio accordato con note differenti dalle consuete (Sol-Re-La-Mi) hanno ispirato queste mie ocarine speciali, le cui accordature e gli intervalli tra i toni delle loro scale naturali, sono affatto diversi da quello che la tradizione, non solo dell’ocarina, ma anche di qualsiasi strumento a fiato richiede. Avere accordature alternative, rende semplice l’esecuzione di brani musicali che altrimenti sarebbero difficilmente eseguibili (molte volte sarebbero addirittura impossibili da eseguire data la abbondanza di alterazioni e la astrusità dei passaggi), esattamente come avveniva nel periodo barocco con le composizioni di Vivaldi, Biber, Telemann Biagio Marini, Giovanni Maria Bononcini e tanti altri illustri compositori e virtuosi.

Questo è possibile nell’Ocarina e non tanto su un Flauto o un Oboe, perchè essa è facilmente sostituibile, dato il costo limitato che comporta l’acquisto di strumenti alternativi, sia come accordatura base che addirittura come tipo di scala musicale.

Ciò apre nuove prospettive alla usabilità di questo strumento e va a sopperire alla relativamente scarsa duttilità dell’Ocarina in quanto alla frequentazione di alterazioni lontane dal tono base, difficoltà originata dalla mancanza di chiavi che ne faciliterebbero la estensibilità cromatica. Così come era uso in tempi remoti per il Violino scordato, la parte dello strumento è già trasportata, ovvero tiene presente della anomalia che lo strumento porta, quindi l’esecutore si trova a leggere passaggi musicali che dovrà eseguire come se avesse uno strumento tradizionale, se non che il risultato sarà del tutto o in parte differente, essendo lo strumento “scordato” ad arte. Quindi si può dire che l’esecutore non soffre le difficoltà che la partitura reale comporterebbe, ma le affida alle caratteristiche speciali di cui lo strumento è portatore.

In qualche modo si potrebbe asserire che l'ocarina fatta su accordature etniche o particolari è una specie di traduttore simultaneo che permette di suonare in un modo e di produrre musica trascritta secondo modalità musicali affatto differenti da come sono state suonate.
Propongo un esempio per tutti, in cui utilizzo la ocarina esatonale, ovvero fatta con una scala musicale composta solo da toni, il movie è abbastanza indicatore dei vantaggi correlati all'uso di questi strumenti musicali e delle potenzialità incredibili sia artistiche che didattiche dell'ocarina.


Alcune delle scale diverse utilizzate per le ocarine "discordate".


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